Green

1 marzo 2019Silvia Pagliuca

Esperti internazionali in Alto Adige per studiare le nuove frontiere del green building

Appuntamento con Restore, progetto di economia rigenerativa. Il chair Carlo Battisti: «Quale luogo migliore di NOI Techpark per ripensare la sostenibilità?»

Il cambiamento climatico corre sempre più veloce e le contromisure prese fino a oggi non bastano più. Bisogna accelerare e affrontare il problema con un approccio più radicale. Per questo, al NOI Techpark di Bolzano, il prossimo 14 marzo, sarà ospitata la (un)conference(un)conference di mid-term di Restore (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy), progetto avviato nel 2017 nell’ambito del programma intergovernativo paneuropeo Cost (Cooperazione Europea in Scienza e Tecnologia), e coordinato da Eurac Research, con l’obiettivo di rafforzare le capacità di ricerca e innovazione in Europa. «Restore è un progetto sfidante e dalla portata globale che nasce da una convinzione: fino a oggi ci siamo limitati a fare “meno male” all’ambiente e, di conseguenza, alla salute e al benessere delle comunità. Da ora in poi, dovremmo impegnarci per fare “più bene”. C’è bisogno, quindi, di un vero e proprio cambio di paradigma. Per questo parliamo di “restorative e regenerative economy”» chiarisce Carlo Battisti, chair di Restore per conto di Eurac Research.

La settimana Restore, che porterà al parco tecnologico di Bolzano un centinaio di partecipanti provenienti da tutta Europa e anche dalla Nuova Zelanda, include inoltre tre giornate di training school su “regenerative construction and operation”, il Management Committee meeting, ovvero la riunione dei membri del Comitato di Gestione del progetto, provenienti da 40 nazioni, e la riunione di “kick-off” del gruppo di lavoro che analizzerà le soluzioni tecnologiche per implementare concetti e progetti rigenerativi. «Siamo orgogliosi di coordinare il progetto Restore con cui abbiamo definito le basi per una nuova visione del settore delle costruzioni, con edifici realizzati per il benessere di chi ci vive, ma rigeneranti anche per l’ambiente. È una visione affascinante che ha bisogno di realismo: per questo ora vogliamo lavorare sulle soluzioni tecnologiche per raggiungere un’elevata qualità ambientale con un efficace investimento economico e di risorse. In questa fase del progetto è quindi fondamentale il contributo concreto e la sensibilità di aziende e professionisti del settore» commenta Roberto Lollini, responsabile scientifico del progetto e leader del gruppo di lavoro sulle tecnologie. Se il green building così com’è non basta più, è necessario aumentare le voci in campo, integrare le competenze, contaminare le esperienze. Alla (un)conference sono infatti invitati non solo architetti e ingegneri, ma anche economisti, geografi, informatici, biologi, agronomi, designer e chiunque abbia voglia di immaginare un futuro costruito in maniera rigenerante, socialmente più giusto, culturalmente ricco ed economicamente sostenibile. Obiettivi che le stesse Nazioni Unite si sono poste nel 2015 con l’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, a cui è seguita la sottoscrizione dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

(Carlo Battisti)

Ed è proprio sui 17 SDGs (gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU) che i partecipanti alla (un)conference saranno chiamati a riflettere con un workshop ludico che li porterà a identificare possibili interventi migliorativi, anche con un approccio «out of the box». «Del resto – fa notare Battisti – gli SDGs non hanno a che fare solo con il mondo del costruire, ma anche con l’alimentazione, le risorse naturali, l’inclusione sociale, l’innovazione. Pilastri che al NOI Techpark trovano un terreno fertile per sviluppare soluzioni. Dunque, quale luogo migliore per ripensare la sostenibilità se non questo?». La call to action per lavorare alla pianificazione di ecosistemi urbani e naturali armonici e sostenibilmente evoluti è dunque aperta. Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili qui.