Scenari

11 marzo 2019Alexander Ginestous

A NOI Techpark il Triveneto che cambia. «Qui si respira vera innovazione»

Delegazione del mondo produttivo padovano in visita al parco tecnologico. E il Competence Center del Nordest prende sempre più forma

In linea d’aria, in fondo, sono solo 127 chilometri. Ma la distanza fra Bolzano e Padova, nord e sud del Triveneto, è sembrata ancora minore in occasione della visita fatta, a inizio marzo, da un’ampia delegazione del mondo produttivo padovano a NOI Techpark, il parco tecnologico che ha nel suo Dna l’idea di far ponte, di unire. Un territorio, quello triveneto, che sta vedendo prendere forma un altro importante trait d’union: quel Competence Center che vede insieme atenei (con a capofila l’Università di Padova) e centri di ricerca del Nordest. Con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema produttivo, di fare rete e mettere insieme conoscenze e soluzioni innovative. Non a caso fra gli ospiti della visita c’era un gradito ritorno: Fabrizio Dughiero, prorettore al trasferimento tecnologico dell’ateneo patavino ma anche presidente del consorzio Smact che gestisce il Competence Center del Nordest, già ospite di NOI Techpark con una delegazione dell’Università di Padova. «Siamo in una struttura interessantissima – ha confermato Dughiero -. Nel parco tecnologico installeremo una delle Live Demo che consentirà alle imprese di sperimentare le nuove tecnologie. Questo è un luogo perfetto per creare sinergia tra competenze diverse e per fare incontrare domanda e offerta di know how. L’innovazione, infatti, si genera proprio in strutture di questo tipo in cui, anche solo passeggiando, si respira l’innovazione».

Dalla visita la delegazione ha tratto spunti interessanti per la strategia che vedrà diventare il quartiere fieristico della città del Santo un hub innovativo. Un progetto ambizioso, che vede coinvolta, appunto, la Fiera di Padova, prevedendo la realizzazione di spazi e strutture dedicate alla ricerca e all’insediamento di startup e aziende ricavati da alcuni padiglioni in disuso. Un punto di riferimento fisico, per un tessuto economico importante come quello Veneto, che può fare la differenza riunendo assieme i diversi player tra cui imprese e Università. E c’erano molti fra i vertici padovani nella delegazione in visita. Oltre ai promotori di Cna e Tecna, Ascom, Confesercenti, Assindustria Veneto Centro, Camera di Commercio e rappresentanti istituzionali quali il presidente della Provincia, Fabio Bui, e l’assessore comunale Antonio Bressa. «È importante conoscere realtà come NOI Techpark perché risulta essere una grande fonte di ispirazione proprio perché ci piacerebbe creare sul suolo padovano una struttura simile. Abbiamo già in mente il progetto, dobbiamo solo mettere insieme le forze per poterlo creare. Questo potrebbe poi portarci a creare delle nuove sinergie e collaborazioni sempre più forti» ha ricordato Matteo Rettore, segretario generale della CNA.

Un viaggio fra strutture e laboratori: come TerraXCube ed il polo A1 che ospita i ricercatori di Eurac Research e dell’Unibz. «Oggi più che mai il mondo delle imprese deve stare al passo con i tempi, innovarsi e conoscere quello del digitale per poter essere certo di avere una posizione all’interno del mercato - spiega il presidente CNA Luca Montagnin, e continua –. Le aziende che non ci riescono purtroppo vengono tagliate fuori. Noi vogliamo aiutare le nostre imprese a crescere attraverso la creazione di spazi dove possono innovare e crescere ogni giorno di più. Per creare queste realtà però bisogna prima vederne alcune già esistenti, esempi concreti che hanno avuto un grande risultato. E qua a Bolzano sanno farlo molto bene». Della stessa idea anche Gianni Potti, presidente dei servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Padova: «NOI Techpark svolge un ruolo fondamentale nel suo territorio e anche per l’Italia intera. È un vero e proprio valore aggiunto data la sua vicinanza al mondo tedesco, che porta quindi ad elevare la competitività delle nostre imprese».